A. L. S. A.

 

Associazione Livornese Scienze Astronomiche

 


DISPENSA N. 25
ASTRONOMIA VISUALE:

INQUINAMENTO E SEEING
(a cura di Dino Orsucci)

[Disp. 2] - Il principiante, prima di iniziare le sue esperienze, non ha assolutamente le idee chiare sul come e da quale sito guardare gli oggetti del cielo. Non è raro il caso di sentir dire "andiamo con il telescopio a guardare le stelle", e non c'è niente di più inesatto. Un avvertimento per chi non ha mai usato un telescopio: gli oggetti si vedranno ingranditi anche 200, 300 volte e anche di più, ma… resteranno sempre piccoli. Se si fa eccezione per la Luna (che vista da Terra misura mezzo grado circa) della quale riusciremo a evidenziare molto bene particolari della superficie, altri oggetti angolarmente meno estesi (Marte può arrivare a 25 secondi d'arco, cioè circa 70 volte più piccolo della Luna) potranno apparire deludenti al principiante. Ciò non toglie che la loro osservazione possa farci distinguere con estrema facilità gli anelli di Saturno o le bande equatoriali di Giove.

Cominciamo con Luna e Pianeti: la loro luminosità è così intensa da farsi notare ad occhio nudo anche da siti urbani con forte inquinamento luminoso e la loro visione telescopica non ne soffre troppo. Quindi qualunque sito osservativo va bene.

Il discorso cambia radicalmente per le stelle ed altri oggetti lontani. Tutti avranno notato che dove c'è illuminazione artificiale il cielo diventa di un brutto colore giallognolo e di stelle se ne vedono ben poche, tanto da riconoscere difficilmente anche l'Orsa Maggiore. Allora bisogna allontanarsi di qualche chilometro, meglio in serate senza Luna, e, quando si saranno spenti anche gli ultimi riverberi del crepuscolo, non sarà difficile distinguere, sul fondo di una miriade di stelle, anche la Via Lattea. Con uno strumento, piccolo o grande che sia, le stelle non si vedono "più grandi" come molti sono portati a credere; esse sono talmente lontane che anche con telescopi potenti resteranno sempre dei puntini luminosi. Piuttosto il telescopio aiuta a rendere visibili molte stelle che a occhio nudo non riusciamo a staccare dal fondo del cielo. Così la Via Lattea, che normalmente ci appare come una tenue e indistinta striscia biancastra, al binocolo o al telescopio si risolverà in un brulichio di stelline.

Quando usciamo dal sistema solare e ci rivolgiamo agli oggetti del cielo profondo (nebulose, ammassi, galassie) ci accorgeremo che essi sono molto più restii a farsi vedere quando le condizioni non sono ideali. Le formazioni più luminose (ed anche più famose come le Pleiadi, la grande Nebulosa di Orione ecc.) potranno essere individuate a vista anche da luoghi mediamente inquinati, ma per il resto bisognerà che, oltre al cielo buio e senza Luna, si aggiungano condizioni di umidità e di turbolenza atmosferica molto favorevoli. La turbolenza in particolar modo costituisce il cosiddetto "seeing". Se ne può valutare a occhio il grado, secondo un'apposita scala detta di Antoniadi, in funzione del disturbo che arreca all'osservazione dei pianeti:
I. seeing ottimo con immagini immobili
II. seeing buono con immagini lievemente non definite per brevi periodi
III. seeing medio con immagini per lunghi periodi disturbate da fastidiosi tremolii
IV. seeing cattivo con immagini disturbate da ondeggiamenti accentuati
V. seeing pessimo, osservazione pregiudicata.

Livorno, luglio 2001

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DISPENSA N. 26
IL TELESCOPIO COMPUTERIZZATO
(a cura di Dino Orsucci)

[Disp. 6] Abbiamo già parlato della recente comparsa sul mercato destinato agli astrofili di telescopi con montature motorizzate o addirittura computerizzate, a prezzi molto accessibili. La tecnologia insomma viene incontro anche ai principianti, facilitando il loro lavoro di ricerca, puntamento ed inseguimento con sistemi più o meno automatizzati. Le montature semplicemente motorizzate permettono di muovere le ottiche per mezzo di una pulsantiera, che a sua volta comanda uno o due motori (in Ascensione Retta o anche in Declinazione) i quali provvedono poi ad inseguire l'astro puntato: è un'indiscutibile comodità, ma non solleva l'astrofilo dal non facile compito di rintracciare gli oggetti non visibili ad occhio nudo, perciò bisogna che egli si arrangi sempre con i cerchi graduati o ricorra ad orientarsi con la posizione d'altri oggetti noti e visibili. Abbiamo visto anche che le montature altazimutali non si prestavano ad una semplice motorizzazione per eseguire correttamente l'inseguimento. Con l'adozione del computer molti problemi sono stati risolti.
L'attuale tendenza è di adottare il computer su montature del tipo altazimutale, che come sappiamo sono molto più semplici da costruire e quindi anche più economiche. Solo in apparecchi di gran pregio (e prezzo) le montature possono essere equatoriali, ma diversi produttori le costruiscono altazimutali ed offrono come optional un accessorio che le trasforma in equatoriali: ovviamente il software di corredo deve essere in grado di supportare anche questa configurazione.
Leggendo la pubblicità di questi nuovi telescopi, sembrerebbe che bastasse montarli, accendere l'elettronica e che tutto fosse pronto. Non è esattamente così perché occorre preliminarmente un corretto stazionamento (°), che può esser fatto con diversi metodi secondo i modelli e del software. La serie Meade LX200 (Schmidt Cassegrain di diversi diametri da 7 fino a 16 pollici) adotta il sistema che descrivo qui di seguito e ritengo che gli altri funzionino in modo non tropo dissimile.
La parte elettronica è contenuta nel basamento della montatura, che presenta un frontalino. Vi figurano interruttori, spie, e diverse prese: per l'alimentazione (pile, collegamento all'accendisigari dell'auto o adattatore a rete), per la tastiera, per gli oculari con reticolo illuminato, per torce ecc. Il computer contiene un 'data base', cioè una memoria con molti oggetti celesti: Stelle, Pianeti, Luna, Sole, oggetti dei cataloghi Messier, NGC e IC oltre ad una serie di alcune decine di stelle chiamate "di allineamento". Si debbono registrare una tantum la data, l'ora (solare o legale), il fuso orario e le coordinate geografiche del luogo di osservazione: queste informazioni restano in memoria anche dopo lo spegnimento. Al momento dell'uso occorre solo 'allineare' lo strumento con il cielo del momento e questa operazione si può fare in diversi modi:

  • con la messa in bolla e puntamento di una stella della serie "di allineamento"
  • senza necessità di messa in bolla e puntamento di due stelle "di allineamento"
  • idem come sopra, anche quando si opera in un luogo con coordinate geografiche sconosciute, però con alcune limitazioni nel funzionamento.

Eseguite queste operazioni si può ordinare al telescopio di puntare un qualunque oggetto del data base ed il gioco è fatto. Magari l'oggetto desiderato non sarà subito centrato in un oculare a forte ingrandimento, ma, se l'allineamento è stato fatto con la dovuta precisione, rientrerà senz'altro nel campo di vista fornito da un oculare meno spinto, o quanto meno in quello del cercatore. Il tutto dipende, come detto, dal corretto stazionamento e… dalla qualità dello strumento.
Nota - (°) … ma poi arrivò anche il GPS…

Livorno, Ottobre 2001

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DISPENSA N. 27
LA NOVELLA DELLO ZODIACO
(a cura di Dino Orsucci)

C'era una volta lo Zodiaco...
Tanto e tanto tempo fa gli astronomi dell'epoca, che erano anche astrologi, tracciarono idealmente nel cielo una lunga strada che il Sole, Luna e pianeti percorrevano in un anno intero. Essi diedero alla strada il nome di Zodiaco e per renderla più suggestiva, la divisero in dodici tratti lunghi uguale, chiamandoli con i nomi delle costellazioni attraversate.

Quei nomi richiamavano alla mente animali, personaggi mitologici, oggetti comuni, ecc. ecc. Il Sole impiegava un mese esatto a fare il suo percorso in una costellazione e meglio di così le cose non potevano quadrare.
Dicevano anche, quegli antichi astronomi-astrologi, che chi nasceva quando il Sole si trovava in un certo tratto della strada celeste, avrebbe avuto una vita destinata in certo modo, e chi invece nasceva quando il Sole era da tutt'altra parte avrebbe avuto un fato totalmente diverso. Inoltre il destino d'ogni essere umano sarebbe stato influenzato dalla posizione che i pianeti occupavano al momento della sua venuta al mondo, non solo, ma la posizione tra le costellazioni di Giove, Saturno, Venere, Marte e compagnia bella avrebbe governato ogni giorno della sua vita, che quindi sarebbe stato bello o brutto, allegro o triste, fortunato o scalognato per merito (o per colpa) di quei corpi celesti, tanto lontani, sì, ma altrettanto attenti alle sorti umane.

Passarono tanti anni, poi passarono i secoli ed anche i millenni, e gli astrologi rivendicarono dignità professionale, dissociandosi dagli astronomi che, diciamolo francamente, cominciavano a non condividere il loro operato.

E così gli uni e gli altri, continuarono separatamente le loro strade che divergevano sempre di più, guardandosi in cagnesco e non tralasciando mai occasione per punzecchiarsi a vicenda. Va detto anche che quegli sconsiderati di astronomi pretesero di scoprire cose nuove, mai viste in cielo da alcuno fino allora, e per giunta in netto contrasto con la secolare saggezza e cultura. Rischiavano grosso, quei matti, e qualcuno ebbe anche a pentirsi.
Invece quei furbacchioni di astrologi, fedeli alle vecchie tradizioni, seguitarono a predire i destini della gente con oroscopi, astri ascendenti o discendenti, Sole nei segni dello zodiaco, ecc. ecc., talché anche oggi le persone colte guardano giudiziosamente tutte le mattine sul giornale, o ascoltano alla Tv, che cosa li aspetta quel giorno sulla base delle rispettive date di nascita.

Ora però sembra che vengan fuori nuovamente gli astronomi che, invidiosi di tanta secolare popolarità, cercano di scardinare i fondamenti dell'astrologia inventando non si sa bene quale diavoleria su una presunta 'precessione degli equinozi' (ma cosa vanno ad architettare?), dando la colpa alla Terra e alla Luna che non sarebbero proprio tonde e non starebbero su dritte per bene.

In sostanza vorrebbero far credere che il Sole abbia perso l'orientamento su quella famosa strada dello Zodiaco, scompaginando il ruolino di marcia, deviando anche per vicoli laterali, abbreviando o allungando la permanenza sui famosi tratti tradizionali. Roba da non credere.

Ora voi capite che se un tizio qualunque, nato per esempio il 10 dicembre e che ha sempre saputo di essere un "Sagittario", si vedesse capitare davanti un astronomo saputello che gli vuol dare ad intendere che invece è un "Ophiuco" (!), costui avrebbe mille ragioni per sentirsi turlupinato e potrebbe nascerne una contesa seria.

Va detto però che la nostra novella non avrà un brutto finale, perché gli astronomi per loro fortuna hanno un briciolo di buon senso, quanto basta per non andare ad infastidir troppo gli astrologi per rompere le loro uova nel paniere. E meno male che anche gli astrologi sono tanto avveduti e fedeli alle loro tradizioni per perdersi in inutili quisquilie, quali andare a controllare di quando in quando la via che imbocca il Sole. Non ce n'è assolutamente bisogno, perché in un Universo così perfetto e immutabile, parola di Aristotele, le cose andranno sempre come sono sempre andate.
E così astrologi e astronomi vissero felici e contenti.

* * *

Fino a qui la scherzosa fiaba. Sta di fatto comunque che, a causa della nota precessione degli equinozi (che, badiamo bene, non è stata scoperta ai nostri giorni, ma era già conosciuta secoli e secoli orsono), il Sole effettivamente ci pare attraversare costellazioni diverse da quelle osservate nel 4° sec. a.C. da astronomi e filosofi greci che diedero vita al fantastico e poetico "Zodiaco". Al giorno d'oggi resta valida, per tradizione ed ai soli fini astrologici, la suddivisione della fascia zodiacale in dodici settori di 30° ciascuno, che conservano gli antichi nomi delle rispettive costellazioni, anche se il percorso del Sole è ora leggermente variato, seguendo un percorso ciclico di 25.595 anni (anno platonico).
Sia chiaro quindi che quando comunemente, in ambito astrologico, viene detto per esempio che in un certo giorno dell'anno " il Sole entra nel Leone " non si vuole asserire che entra nella costellazione del Leone, me che entra in quella porzione di volta celeste che per antica tradizione fu denominata appunto "Leone" anche se ora, alla stessa data, ospita un'altra costellazione.

Per pura curiosità riporto una tabella che traggo dal Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce 'Zodiaco':

Segni zodiacali

Ingresso del Sole
nei segni zodiacali
Ingresso del Sole
nelle costellazioni

 Acquario
 Pesci
 Ariete
 Toro
 Gemelli
 Cancro
 Leone
 Vergine
 Bilancia
 Scorpione
 Ofiuco
 Sagittario
 Capricorno

21 gennaio
20 febbraio
21 marzo
20 aprile
21 maggio
22 giugno
23 luglio
23 agosto
23 settembre
23 ottobre

22 novembre
22 dicembre

14 febbraio
21 marzo
17 aprile
14 maggio
20 giugno
19 luglio
9 agosto
16 settembre
29 ottobre
23 novembre
28 novembre
17 dicembre
18 gennaio

Livorno, ottobre 2000

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